Controllo della legalità
Il primo obiettivo del controllo di legalità su tutta la vita economica, civile e politica, è quello di ampliare sempre più il rispetto e la pratica del principio fondamentale che “la legalità è necessaria per un corretto sviluppo delle nostre relazioni civili, democratiche ed economiche”. La vita democratica e civile dei paesi più avanzati, infatti, si contraddistingue per la stretta unione del binomio legalità e sicurezza, che sono la manifestazione corrente, in quei paesi, sia dei comportamenti dello Stato e delle sue istituzioni, che della politica e dei suoi protagonisti. Ma ancor più sono la manifestazione comune dei comportamenti civili e privati dei singoli cittadini, qualsiasi ruolo essi svolgano nella vita pubblica e privata.
Per l’Italia, questo è un dei punti non risolti: far coincidere comportamenti pubblici e privati con un generale principio di legalità cui concorrano tutti. Un’azione tesa alla promozione dei comportamenti virtuosi appare dunque necessaria e non rinviabile in un Paese in cui la criminalità organizzata controlla vaste aree del territorio e della sua vita pubblica ed economica.
I capitoli e le azioni prioritarie per tentare di conseguire un tale obiettivo possono essere:
- Il rafforzamento del ruolo della Magistratura e del suo controllo di legalità fondato sulla obbligatorietà dell’azione penale, attraverso una riforma che abbia questo come obiettivo centrale. Vanno contrastati, attraverso alleanze e lotte comuni, tutti i tentativi di indebolire questo principio costituzionale fondamentale.
- La legalità va considerata come uno dei fondamentali fattori di sviluppo del Paese. All’azione criminale va contrapposto il successo dei comportamenti virtuosi e legali. Insomma la legalità è un vantaggio e l’illegalità un handicap e non il contrario.
- Legalità e corruzione nella Pubblica Amministrazione. Va ripristinata una azione di autotutela e contrasto di questo fenomeno da parte dello Stato attraverso strutture di lotta alla corruzione terze ed indipendenti rispetto all’amministrazione.
Mentre oggi esse sono diventate interne alla Pubblica Amministrazione. Questo comportamento del Governo Italiano viene meno di fatto al trattato OCSE sulla corruzione dei pubblici dipendenti e fa precipitare l’Italia al 41° posto nella graduatoria della corruzione degli Stati pubblicata da Trasparency International.
E’ necessario approvare una legge contro la corruzione, mentre un progetto di legge più volte annunciato dal Governo si è perso nel tempo.
Il decalogo di autoregolamentazione antimafia proposta dalla Commissione Antimafia va finalmente sottoscritto e adottato da tutti i partiti e si deve fare una campagna per la sua sottoscrizione. In sintesi i corrotti, coloro che hanno rapporti sospetti, che sono inquisiti e rinviati a giudizio, non possono essere candidati in nessuna assemblea elettiva. Negli Enti Locali sciolti per mafia, bisogna procedere obbligatoriamente alla sospensione e al licenziamento dei dipendenti infedeli e corrotti, per combattere con efficacia la zona grigia di mafia e dei colletti bianchi.
Va combattuto con nuove sinergie fra le varie forze di contrasto il sistema di elusione, evasione e falsa fatturazione, che consentono riciclaggio e istituzione di fondi neri e fuori bilancio e la costituzione di una economia illegale e di una conseguente finanza illegale su cui vivono e lucrano, ai danni dell’economia legale e dello sviluppo trasparente, vaste aree di zona grigia e di colletti bianchi, professionisti e funzionari infedeli e speso collusi o che hanno comportamenti border line rispetto alla varie mafie. Sempre più questo fenomeno è presente in tutto il Paese e in particolar modo si va diffondendo nelle aree più ricche del Nord.
Dopo l’evidente abbassamento, negli ultimi anni, dei livelli di legalità nel nostro Paese, i due versanti centrali per il controllo di legalità, quello giudiziario e delle forze di polizia, hanno bisogno di rapidi interventi di natura infrastrutturale e strategica per contrastare efficacemente fenomeni come il crescente radicamento mafioso nelle regioni del Nord Italia, o la corruzione, che ha ormai raggiunto una dimensione sistemica.
Ma anche l’idoneità degli strumenti giuridici a disposizione degli organi inquirenti è determinante per garantire un controllo di legalità efficace e rispettoso dei diritti della persona. Le intercettazioni sono uno dei principali strumenti investigativi a disposizione della polizia giudiziaria e del Pubblico Ministero. È attraverso le intercettazioni che sono stati individuati e processati pericolosi esponenti della criminalità mafiosa, autori dei reati di omicidio, violenza sessuale, traffico di droga e corruzione. E sono stati sottratti al crimine e assicurati allo Stato beni per un valore complessivo di diversi miliardi di euro. La salvaguardia di questo strumento, in un quadro di pieno rispetto delle garanzie del cittadino, è, dunque decisiva per assicurare una tutela reale e non solo formale dei diritti dei cittadini di fronte alla minaccia criminale.
Condizione generale per un controllo di legalità incisivo, costante e in linea con i dettami costituzionali è l’indipendenza della magistratura e, dunque, la separazione dei poteri dello Stato. Difendere questi due principi fondamentali della nostra Costituzione è determinante per realizzare un controllo di legalità indipendente e non piegato alle esigenze politiche di un qualsiasi esecutivo.


