Credito, Finanza, patrimoni illeciti e riciclaggio

La legalità ha molteplici dimensioni. Alcune di esse passano inevitabilmente attraverso la corretta e moderna gestione dei mezzi di pagamento, la tracciabilità delle operazioni stesse, la possibilità di accedere al credito. L’obiettivo di sostenere la cultura della legalità ha necessità di un contesto internazionale in cui le opacità dei sistemi bancari vengano ridotte e sanzionate. L’attenzione internazionale è, infatti, da mesi concentrata sulla lotta agli ordinamenti fiscalmente opachi, considerati causa di gravi disequilibri nell’allocazione delle risorse finanziarie internazionali, a danno non solo delle finanze dei principali paesi industrializzati. Questo clima ha trovato conferma nel summit di settembre '10 del G20, che ha stabilito il termine ultimo per la permanenza in giurisdizioni non disponibili a garantire lo scambio di informazioni fiscali, pena l’applicazione di sanzioni condivise dalla comunità internazionale.

La crisi ha mostrato la necessità di un sistema di regole finanziarie più incisive. I Paesi che in passato hanno fatto affidamento soprattutto sulla capacità di fornire un ombrello di riservatezza agli investitori stanno ora rivedendo le proprie politiche alla ricerca di un nuovo ruolo nello scenario finanziario internazionale. La fine dei “paradisi fiscali”, dei sistemi finanziari governati da regole a maglie larghe, la progressiva eliminazione del segreto bancario costituiscono elementi essenziali per il ripristino della legalità economica.

L’Italia è un Paese in cui l’uso del denaro contante ha dimensioni imparagonabili rispetto agli altri paesi europei. Secondo le stime di Banca d’Italia le transazioni cash nel nostro Paese sono pari al 90% del totale rispetto ad una media europea del 69%. Tra le cause che spiegano lo scarso utilizzo degli strumenti alternativi al contante si possono ricordare:

- il limitato grado di “finanziarizzazione” di alcune aree del Paese;
- la prassi tuttora diffusa di ricevere redditi in contante (spesso lavoro “nero”);
- la diffidenza degli utenti in merito agli strumenti di più recente diffusione percepiti come più rischiosi e costosi;
- l’inconsapevolezza e l’insufficiente attenzione ai costi di gestione del contante.

Si tratta di operare affinché tali strumenti siano resi e percepiti più sicuri. A tal proposito è necessario che gli intermediari e tutti gli operatori che agiscono nei circuiti di pagamento investano sulla sicurezza guardando non solo alle relazioni reciproche ma all’intero ciclo di trasferimento monetario con la consapevolezza che il superamento dell’uso del contante comporta benefici rilevanti sul piano economico e sociale. Si deve anche recuperare un gap infrastrutturale e culturale che colpisce, in particolare, alcune regioni, favorito dall’estensione del lavoro nero, avendo chiara l’importanza della tracciabilità dei pagamenti con la consapevolezza che il contrasto all’illecito comporta giovamento sia agli operatori del sistema che alla collettività.

Si dovrebbe, pertanto:

- Intervenire per ricreare i presupposti normativi che rendano tracciabili le operazioni e per valutare l'adeguatezza dei mezzi di pagamento  per i tempi in cui essi riescono a dare testimonianza dell'avvenuta operazione.
- Sostenere e coadiuvare progetti a sostegno del micro-credito a contrasto del prestito in contante e dell'usura.
- Intervenire sul sistema internazionale delle rimesse attraverso la predisposizione di un assetto normativo/istituzionale che incentivi la trasparenza nel mercato a tutela di soggetti tipicamente più deboli per condizione sociale e di conoscenza del sistema finanziario, nonché per favorire la concorrenza e, quindi, il contenimento delle tariffe.

Va innalzato, nel contempo, il livello dell'efficienza della lotta alla corruzione  e alla infiltrazione mafiosa nella vita pubblica, amministrativa ed economica rendendo più efficiente la sinergia fra le varie azioni di contrasto di tutte le strutture dello stato, attraverso banche dati tutte in rete e collegabili fra loro, ed un’azione coordinata.

In particolare, quest’azione, insieme al ricorso a nuovi strumenti sempre più incisivi, servono per combattere i comportamenti illegali e favorire quelli virtuosi e le buone pratiche. In questo modo, può colpire l’accumulo di capitale illegale che proviene da attività criminale, come il commercio di grandi partite di droga e la conseguente attività di riciclaggio e washing money nel ciclo degli appalti nella Pubblica Amministrazione, nei servizi e nelle Opere Pubbliche.
A questo fine va aperto un capitolo sulla obbligatorietà per il sistema bancario non solo delle segnalazioni delle operazioni sospette nei pagamenti, ma anche nella provvista dei conti correnti. Si può selezionare così anche il credito verso le imprese legali escludendo quelle sospette. Va rafforzato, altresì, il ruolo dell’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia con accertamenti e informazione sulla provvista e i pagamenti relativi a  ciascun conto corrente. Il Governo va sollecitato, inoltre, a rendere subito operativo il progetto, già finanziato dalla UE, C.A.P.A.C.I, che introduce, per tutti i pagamenti legati ad appalti pubblici e grandi opere, l’uso del sistema di pagamento europeo. 
Alcune iniziative nei confronti del sistema del credito saranno promosse da Fisac e Cgil vedendone, oltre che un posizionamento politico, anche un risvolto più stringente attraverso la definizione di accordi con il sistema del credito, delle imprese, degli soggetti pubblici, in sinergia anche con le altre categorie.