I conti della Mafia Spa

Sulla base dell’ultimo Rapporto SOS Impresa è stato stimato che il fatturato complessivo delle mafie ha raggiunto la cifra di 135 mld di euro, con un utile che raggiunge i 70 mld di euro al netto di investimenti ed accantonamenti. I traffici illeciti consentono di raccogliere circa 68 miliardi di euro. All’interno di questa componente il narcotraffico rappresenta la voce più importante con 60 mld di euro, in grado di consentire una liquidità prontamente disponibile da indirizzare verso le molteplici forme di riciclaggio interno ma soprattutto esterno ai territori di origine. La seconda voce più importante è quella del traffico di armi con 5,8 mld di euro, seguita dal contrabbando con 1,2 mld di euro, un traffico questo che, nel corso degli ultimi anni, ha avuto una significativa ripresa. Un’ulteriore voce di questa componente di traffici illeciti riguarda la tratta degli esseri umani in grado di raccogliere 870 mila euro, ma anche in questo caso destinata a crescere nel tempo.

Una seconda componente tradizionalmente importante per la Mafia SpA è rappresentata da quella che è definita delle “tasse mafiose”. Vi troviamo il racket, in grado di raccogliere 9 mld di euro e l’usura con 15 mld di euro. Per quanto riguarda il racket oltre ad assistere ad un’espansione, che va oltre le tradizionali regioni di origine, si assiste ad un vero e proprio salto di qualità, tanto da far parlare di “picciotti-taglieggiatori con la partita IVA”.

Il “pizzo” si “maschera” attraverso la fornitura di beni (gadget come penne, calendari, agende, etc.,) e servizi legali forniti a prezzi eccessivamente costosi. Il fenomeno dell’usura, in tempi di difficoltà economica come quelli attuali, sembra aver conosciuto un vero e proprio boom se è vero che gli estensori del Rapporto SOS Impresa stimano che, nel 2009, “oltre 200 mila commercianti sono stati colpiti con un giro di affari intorno ai 20 mld di euro (ma le posizioni debitorie ammontano a circa 600 mila, indice di indebitamenti con più strozzini)”(XII Rapporto SOS Impresa, 2010). Un’altra componente tradizionale come l’attività predatoria, composta da furti, rapine e truffe si attesta su 1 mld di euro.

La seconda componente per ordine di importanza, tra le attività del bilancio di Mafia SpA, è rappresentata dall’infiltrazione nelle economie legali attraverso l’attività imprenditoriale. Una voce, questa, che ha perfino superato l’entità dei proventi derivanti da usura e racket, dato che si attesta, oramai, nell’ordine di 25 mld di euro. Tra le voci più rilevanti vi troviamo: Agrocrimine 7,5 mld di euro; Appalti e forniture con 5 mld di euro; Contraffazione 6,5 mld di euro; Giochi e scommesse con 2,5 mld; Abusivismo 2,0 mld di euro. Altre tre fonti di entrate, presenti nel bilancio della criminalità organizzata, sono da imputare: al controllo della prostituzione con 600 milioni euro; proventi finanziari con 750 milioni di euro; e soprattutto l’attività delle Ecomafie con 16 mld di euro.

Attraverso la stima delle attività mafiose sequestrate e’ possibile individuare le attività economiche per le quali si registra una presenza rilevante della criminalità organizzata. Il settore principe che vede la presenza più significativa è quello dell’edilizia con il 22 per cento (all’interno di questo comparto troviamo specializzazioni “altamente mafiose” quali quelle del “movimento terra” e del “cemento”. Altri due comparti a forte rischio di infiltrazione mafiosa sono rappresentati dal Commercio al 15 per cento e il turismo e ristorazione al 13 per cento. Il settore degli altri servizi raggiunge una presenza al 10 per cento, seguita dai giochi e scommesse al 9,7 per cento, dai trasporti all’8,5 per cento e dalle aziende agricole al 4,5 per cento.

Di particolare importanza è la tradizionale concentrazione di interessi delle mafie sia nei confronti dei mercati ortofrutticoli (si pensi al mercato ortofrutticolo di Milano con la maxi inchiesta del 2007), confermata dalla situazione particolarmente delicata per i mercati ortofrutticoli di Vittoria (Ragusa), di Fondi , sia del settore ittico che attira le organizzazioni criminali con un fatturato intorno ai 2 mld e 8.500 esercizi commerciali.