L'insicurezza come fenomeno sociale

La dimensione territoriale ed urbana delle politiche sociali, economiche e di organizzazione dei servizi impatta il tema della legalità e della sicurezza anche se affrontiamo il tema dell'insicurezza.
Sempre di più la rottura dei legami collettivi, l'organizzazione degli spazi urbani senza previsione di luoghi di incontro e partecipazione, la dismissione delle politiche di comunità pubbliche, accentuano i fenomeni di solitudine e disagio crescente.
L'individualizzazione delle forme di lavoro, l'idea prevalente della sostituzione delle politiche sociali con il principio assicurativo, in cui ognuno fa per sé e deve provvedere a sé, crea fenomeni di marginalizzazione che rimangono nell'ambito del vissuto privato e che espongono i soggetti più fragili al rischio di raggiri, truffe, esclusione, violenze.
Su tale versante non mancano i fatti di cronaca che testimoniano l'esistenza di un vero e proprio “circuito” che si genera a danno delle persone anziane, delle famiglie meno abbienti, dei soggetti drop out e cosiddetti svantaggiati.
Sempre di più l'arretramento delle reti del pubblico e del sociale, favoriscono aree di sostituzione nel controllo del territorio con veri e propri “sistemi” di organizzazione  della vita di pezzi di territorio contigue agli ambienti mafiosi e criminali.
Questo che è un grande tema può vedere nel sindacato uno dei soggetti che concorre attraverso la contrattazione sociale al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

- l'implementazione delle reti dei servizi sociali, socio-assistenziali e di lotta all'esclusione sociale;
- la diffusione in tutti i territori di centri di aggregazione sociale;
- la stipula dei patti per la sicurezza dei quartieri che integrino forme di vigilanza e controllo da parte delle autorità competenti con i servizi sociali e le reti di associazioni del territorio;
- campagne di prevenzione nelle città e l'istituzione di servizi contro le truffe e raggiri;
- attività specifiche nei periodi di maggiore esposizione come ad esempio d'estate e nei periodi festivi con accordi territoriali a tutela dei consumatori rispetto ai prezzi e di vicinanza sociale alle persone anziane ed alle famiglie problematiche;
- politiche di contrasto al disagio urbano ( servizi, infrastrutture, riqualificazione delle periferie, illuminazione pubblica, sorveglianza);

La formazione alla contrattazione economica

Contrattare la Legalità nei processi economici e di sviluppo, questo è l'obiettivo centrale di questa Campagna Nazionale.
Per tale ragione la nostra attenzione è diretta anche all'interno dell'organizzazione in particolare verso le delegate ed i delegati al tema della “formazione”.

La campagna per la “Legalità economica”della CGIL, ponendosi, per un vasto orizzonte di tematiche, obiettivi concreti di cambiamento, di esercizio dell'azione contrattuale, necessita di una prassi e una cultura rivendicativa diffusa, che vogliamo diventi sistematica ed organica, come parte di quei comportamenti virtuosi che agiscono positivamente in termini di legalità

Per la sua sistematicità la “Campagna per la legalità economica” necessita di  un'attività formativa capace di coinvolgere gli attori contrattuali che operano nelle categorie e nei territori. Per queste ragioni Cgil in collaborazione con l'Isf avvierà un progetto formativo rivolto a 100 delegate/i sindacali. L'obiettivo è quello di costituire un nucleo di esperti su norme, procedure e regolamentazioni in tema di legalità e di avviare una prima ricognizione di tutta la contrattazione, accordi e protocolli di legalità. Successivamente essi dovranno essere in grado di trasferire le loro conoscenze e competenze alle categorie e ai livelli territoriali che punti allo sviluppo di un’azione formativa capace di coinvolgere, in maniera diffusa e con il protagonismo delle categorie e delle strutture territoriali confederali, tutta la nostra organizzazione.

Il piano formativo prevederà momenti seminariali e sessioni di approfondimento tematico sia sulla strumentazione giuridica e legislativa sia  sull'analisi dei fenomeni.