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Mer, 02/22/2012 - 12:26
Patto Casalesi e imprenditori: 14 arrestati
La Guarda di Finanza ha arrestato 14 persone nel casertano. Il provvedimento è inserito all'interno di una vasta operazione che vede indagate 43 persone per associazione a delinquere, truffa, abuso d'ufficio, corruzione, riciclaggio e abuso edilizio. Una serie di reati che, secondo gli inquirenti, avrebbero portato al coinvolgimento di esponenti dei clan casalesi, ma anche e soprattutto imprenditori e funzionari pubblici. Tra gli arrestati, infatti, spicca il nome di Raffaele Giuliani, imprenditore, già accusato nel 2004 di essere organici ai clan e, nonostante ciò, ha continuato a gestire gli affari nel settore edile.
Al centro dell'inchiesta, dunque, gli interessi e le speculazioni attorno al “Domitia Village”, un complesso turistico realizzato – sempre secondo l'impianto accusatorio - con il concorso di funzionari pubblici corrotti, senza le dovute autorizzazione e con i finanziamenti provenienti dalle casse dei clan legati al sodalizio criminale casalese. Tra gli arrestati ci sono anche Alfonso Scalzone e Antonio Proto Fedele, il primo funzionario comunale e fratello dell'ex sindaco di Castelvolturno, il secondo ex sindaco di Casaluce, sempre in provincia di Caserta.
Di notevole valore anche il sequestro preventivo di beni, pari a circa 250 milioni di Euro. Sequestrato anche l'intero complesso turistico composto da: 329 unita' abitative, 16 terreni per 400 mila metri quadrati, un capannone per maneggio con 100 box per cavalli, 4 lidi balneari, 269 rapporti bancari, 15 societa' e 12 automezzi. Insomma un piccolo gioiellino costruito in barba a tutte le regole di autorizzazione edilizia, con certificati falsi e con la connivenza di diversi funzionari pubblici.
Questa inchiesta ci parla dell'ennesimo sodalizio tra i clan casalesi e il tessuto imprenditoriale e politico del territorio. Uno scenario inquietante, che l'opera degli organismi inquirenti sta smontando pezzo dopo pezzo. Solo di qualche mese fa, infatti, è l'arresto dell'ultimo boss storico dei clan casalesi, Michele Zagaria. Questa ennesima operazione giudiziaria ci dimostra che la cosiddetta zona grigia è sempre più ampia, e negli anni ha coinvolte sempre di più tessuti produttivi e sociali, soprattutto nei territori maggiormente condizionati dalla presenza mafiosa come Caserta. Come ci ha ricordato l'ultima relazione della DNA, è sempre più frequente la connivenza tra settori dell'imprenditoria e delle organizzazioni criminali. In gioco non ci sono più solo estorsioni a danni di imprenditori onesti, ma reciproche connivenze e interessi che, in una fase di crisi economica come quella che stiamo attraversando, rischiano di inquinare sempre di più il nostro tessuto sociale e produttivo.


